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mercoledì 2 settembre 2020

Controllo dei movimenti superficiali (Parte 1)

 I controlli dei movimenti superficiali servono a:

  • definire la forma e il grado di estensione dell'area soggetta a frana;
  • definire il cinematismo del dissesto;
  • seguire l'evoluzione dei movimenti nel tempo;
  • correlare i movimenti alle possibili cause.
Per fare questo tipo di controlli esistono diverse metodologie. Una può essere il metodo topografico-geodetico. Esso si basa su una rete di misure. Si posizionano dei prismi sul corpo di frana e delle stazioni di misura, chiamate capisaldi, nell'area circostante. I capisaldi emettono dei raggi laser verso i prismi. Il tempo impiegato a rifletterli consente di valutare le distanze tra i capisaldi e i prismi e gli angoli di incidenza. Con questi è possibile realizzare delle mappe contenenti dei vettori indicatori dello spostamento, della direzione del movimento e, mediante i segni più o meno, consente l'individuazione di aree soggette a sollevamento o abbassamento.

https://sites.google.com/site/cfddpproject/geodetica

Per il monitoraggio dell'apertura di una fessura di piccole dimensioni si utilizzano gli estensimetri. Vengono posizionati a cavallo della fessura. Tra questi viene posto un elemento rigido chiamato trasduttore. Il trasduttore ha il solo scopo di valutare il tasso di spostamento perpendicolare alla fessura, quindi non danno indicazioni sulla direzione del movimento. La centralina dello strumento registra in remoto e può essere soggetta agli agenti atmosferici. L'estensimetro è un particolare tipo di sensore utilizzato per rilevare le deformazioni fisiche di un corpo sottoposto a sollecitazioni meccaniche ed è in grado di convertire un segnale corrispondente alla deformazione lineare in un segnale elettrico, acustico, ottico. Misura gli spostamenti relativi tra due punti generici di una superficie di un corpo sottoposto a carichi statici o dinamici. La direzione della misura è data dalla congiungente dei due punti alle estremità dell'estensimetro. La distanza tra quei due punti è comunemente denominata base.


http://static.gest.unipd.it/~marinoq/CM/estensimetria.pdf

Per poter monitorare fenomeni di scala maggiore si utilizzano i distometri, strumenti molto simili agli estensimetri costituiti da due ancoraggi meccanici installati alle estremità opposte della discontinuità e collegati tra loro per mezzo di un filo o di un nastro inestensibile.


http://www.camilab.unical.it/documents/31627/72149/1.Strumenti+per+il+monitoraggio+in+orbita+geotecnico.pdf/15a0bc81-630c-4408-a586-e259a75d2747?version=1.0

Altri strumenti impiegati sono le spie, in gergo vetrini, o i fessurimetri. Questi vengono solidarizzati alle strutture tramite resine o cemento e hanno lo stesso principio di funzionamento di un estensimetro. Se vi è attività, i vetrini arrivano a rottura, ma non danno informazioni sull'entità dello spostamento.

Esistono anche altri metodi di monitoraggio dei movimenti superficiali, tuttavia per non appesantire la trattazione, ne parlerò nell'articolo successivo.

martedì 1 settembre 2020

Controllo dei parametri meteorici

 Il controllo dei parametri meteorici è un'operazione che viene spesso associata al monitoraggio di movimenti superficiali di terreni. Consiste essenzialmente nel monitoraggio di eventi pluviometrici, come possono essere le piogge. Gli strumenti utilizzati si chiamano pluviometri.

https://it.wikipedia.org/wiki/Pluviometro#/media/File:Standard_rain_Guage.JPG

I pluviometri sono dei contenitori graduati che dispongono di un sistema di acquisizione remoto del dato di pioggia. Le reti pluviometriche non coprono tutto il territorio, ma soltanto alcuni punti in cui si può definire l'intensità della pioggia in millimetri per ora. Quando nell'area in studio non ricadono pluviometri, considerando la variabilità spaziale delle precipitazioni, il dato viene ricavato mediante operazioni di interpolazione, non sempre affidabili. Alle analisi pluviometriche vanno associate analisi idrologiche al fine di definire, in una certa area e in un certo intervallo di tempo, un evento con una determinata intensità. Questo tipo di previsioni è basato su statistiche e analisi di dati appartenenti agli annali idrologici.